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BDAV: la nuova banca dati delle agenzie di viaggio può diventare un’opportunità a condizione che non si trasformi nell’ennesimo adempimento

da | Lug 29, 2026 | Il Commento di Giulio Benedetti

Ogni volta che nel settore delle agenzie di viaggio si parla di una nuova banca dati, di un nuovo portale o di una nuova piattaforma ministeriale, la prima reazione degli operatori è quasi sempre la stessa: “ci sarà un altro adempimento da fare?”.

È una domanda più che legittima: chi gestisce un’agenzia di viaggio o un tour operator sa bene che l’attività non si limita alla vendita di viaggi. Dietro ogni impresa esiste un articolato insieme di obblighi amministrativi: SCIA, autorizzazioni regionali, requisiti professionali del Direttore Tecnico, coperture assicurative, garanzie previste dal Codice del Turismo, adempimenti fiscali, normativa sulla privacy, antiriciclaggio, sicurezza sul lavoro e molto altro ancora.

Per questo motivo la nascita della BDAV – Banca Dati Agenzie di Viaggio, recentemente presentata dal Ministero del Turismo e al centro di numerosi approfondimenti anche da parte di TTG Italia (https://www.ttgitalia.com/agenzie-viaggi/arriva-la-banca-dati-bdav-tra-soddisfazione-e-dubbi-AB26417362 ), merita di essere osservata con attenzione. Non tanto per capire quale nuovo adempimento comporterà, quanto piuttosto per comprendere quale valore potrà generare per le imprese che operano correttamente.

La BDAV sostituisce progressivamente Infotrav, il portale che per molti anni ha raccolto le informazioni sulle agenzie di viaggio autorizzate presenti sul territorio nazionale. Infotrav nasceva principalmente come strumento amministrativo per consentire alle Regioni e agli enti competenti di verificare le denominazioni delle nuove agenzie, monitorarne il ciclo di vita e mettere a disposizione un elenco nazionale delle imprese autorizzate.

La nuova piattaforma mantiene queste funzioni ma si propone di evolversi in un sistema digitale più moderno, destinato a supportare Ministero del Turismo, Regioni, enti locali e, progressivamente, anche le imprese stesse, con servizi dedicati e con un futuro elenco nazionale consultabile delle agenzie di viaggio e dei tour operator operanti in Italia. Nella fase iniziale sono già attive le funzioni per gli enti territoriali e per la verifica della disponibilità delle denominazioni commerciali.

Il settore non ha bisogno di ulteriori adempimenti burocratici: se la BDAV dovesse trasformarsi semplicemente in un ulteriore passaggio amministrativo, difficilmente verrebbe percepita come un’opportunità.

Il vero tema è la riconoscibilità delle imprese qualificate: negli ultimi anni il mercato turistico è profondamente cambiato: accanto alle tradizionali agenzie di viaggio operano piattaforme online, marketplace, influencer, organizzatori occasionali di viaggi di gruppo e soggetti che, attraverso i social network, propongono esperienze turistiche ai consumatori.

Per il cliente finale non è sempre semplice comprendere chi sia effettivamente un intermediario autorizzato e chi invece svolga attività senza possedere tutti i requisiti richiesti dalla normativa.

Ed è proprio qui che la BDAV potrebbe esprimere il proprio maggiore valore: le Agenzie Viaggi hanno necessità che il mercato possa distinguere con chiarezza chi ha investito nella professionalità, nella formazione, nelle garanzie richieste dalla legge e nella qualità del servizio: in altre parole, chiedono che il consumatore possa riconoscere facilmente chi opera nel rispetto delle regole: la concorrenza è un valore, ma deve essere una concorrenza tra operatori che rispettano gli stessi obblighi e garantiscono gli stessi livelli di tutela ai viaggiatori.

Dal punto di vista amministrativo la BDAV potrà diventare davvero utile se evolverà da semplice archivio a strumento di qualificazione del settore.

L’auspicio è quindi che la BDAV non venga ricordata come l’ennesima piattaforma da alimentare con nuovi dati: le agenzie di viaggio e i tour operator hanno bisogno di semplificazione amministrativa, di procedure più snelle, di tempi autorizzativi certi e di strumenti che rafforzino la fiducia del mercato.

Se la nuova banca dati saprà contribuire a questi obiettivi, potrà rappresentare un importante investimento per l’intero comparto.

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